Le origini dell'altopiano Tibetano

Riguardo alle origini del Tibet, non esistono molte testimonianze, però siamo certi dal fatto che inizialmente, questa regione fosse popolata da popoli nomadi provenienti dall’Asia centrale. Non avendo avuto una tradizione scritta per molti secoli, per sapere di più sulle origini di questo paese, ci si affida alle leggende tramandate da generazione in generazione fino al 600 d.c.

Songtsen Gampo, nato nel 608, è considerato il vero fondatore del Tibet, poiché unì tutti i territori degli altipiani e trasferì la capitale a Lhasa.

Inoltre, si deve a lui l’introduzione della religione buddhista e della scrittura Tibetana. L’impero continuò ad avere un periodo fiorente per due secoli circa, fino alla morte del sovrano Ralpacan nell’836 d.c.

Quest’ultimo fu ucciso dal fratello, il quale prese il trono con la forza e avviò le prime persecuzioni contro il buddhismo, facendo così scappare migliaia di monaci dalla capitale e dalle zone limitrofe.

Dopo il suo assassinio, compiuto da un lama travestito da guardia, l’impero si divise in molti regni indipendenti e perennemente in lotta tra loro.

Lhasa non era più considerata la capitale, poiché ogni regno aveva la propria città rappresentativa. Nel XIII secolo, il paese venne dominato dai mongoli, il cui re Kublai Khan divenne presto anche imperatore della Cina.

Nacque così la secolare rivendicazione cinese della sovranità sul Tibet. Verso la metà del 1300 l’impero dei mongoli ebbe un grande declino, che permise ai tibetani di emanciparsi dall’influenza mongola.

Nel 1391 nacque Gedun Khapa, che venne riconosciuto come la reincarnazione di Avalokiteśvara, il Bodhisattva della Compassione buddhista, divenendo il primo Dalai Lama nella storia. A causa dei conflitti tra i vari regni, l’altopiano tibetano ritornò ad essere sotto l’influenza mongola. I conflitti creati dai Kagyu (una delle tante scuole di pensiero buddhista formate in Tibet), portarono ad una nuova divisione del Tibet, consentendo ai Gelug (altra scuola di pensiero buddhista, fondata da Tsongkhapa) di prendere il controllo di Lhasa. All’inizio del XVI secolo i Gelug ed i Kagyu (scuola di pensiero buddhista formata nell’anno 1000) cominciarono una guerra che finirà solo nel 1640, quando il Dalai Lama chiese l'intervento dei mongoli, che riunificarono il paese.

Il quarto Dalai lama però, non apprezzava quest’influenza mongola e quindi decise di chiedere l’intervento della dinastia Qing (originaria della manicure e che all’epoca dominava la Cina).

Da quel momento lì i Qing rivendicheranno il territorio tibetano fino ai giorni nostri, considerandosi i veri dominatori della scena politica del Tibet.

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