Simbologia Tibetana: scopri cosa significano i tuoi prodotti

Sei sicuro di conoscere il reale significato di ciò che hai acquistato nel nostro negozio di artigianato tibetano, La Bottega del Tibet?

Se la risposta è no, allora questo articolo può esserti utile ad approfondire la conoscenza di alcuni oggetti tradizionali della tradizione tibetana, che vengono tutt'oggi prodotti in Tibet, Nepal e nel Nord dell'India per continuare queste cerimonie, questi rituali e a tramandare al mondo questi monili.

Le nostre indicazioni sono limitative all'aspetto descrittivo e all'utilizzo tecnico dell'oggettistica tibetana:



GANTHA (nella foto a sinistra): è la campana che i monaci la tengono nella mano sinistra mentre nella destra tengono il vajra o dorje (vedi): la campana rappresenta la saggezza e durante i rituali, viene tenuta con la mano sinistra che è il simbolo femminile, mentre nella mano destra si tiene il VAJRA (o dorje), che è simbolo maschile. Il Dorje e la Gantha rappresentano i due opposti che convivono nello stesso essere.

La funzione del suo suono durante le cerimonie religiose, è quello di evitare che gli spiriti maligni violino l'area del rito e protezione a tutti coloro che vi partecipano.

La campana va associata al Dorje in quanto quest’ultimo rappresenta la compassione del Buddha, il principio maschile, mentre la campana rappresenta la saggezza: il principio femminile.

Il Buddismo ritiene che sia necessario che questi due principi siano ben equilibrati per realizzare una vera crescita spirituale.

La campana rappresenta anche la parte fisica del Buddha, mentre il dorje ne rappresenta la mente. Il suono della campana ricorda anche le parole del Buddha, e cioè i suoi discorsi volti all’insegnamento del dharma per il conseguimento della saggezza.

L'uso di campana e dorje è differente secondo i differenti riti compiuti. I dorje possono essere usati per visualizzazioni o per evocare divinità; mentre la campana può essere usata per richiedere protezione ad una divinità ma il suo suono può anche venire inteso come una semplice “offerta” alle divinità stesse.


VAJRA (in tibetano Dorje - nella foto destra) è una parola sanscrita che significa sia folgore che diamante e simboleggia l'essenza e la purezza degli insegnamenti. Quasi uno scettro, il Vajra è spesso disegnato nelle mani del Buddha ed è uno strumento liturgico, usato assieme alla campana gantha .

I “raggi” del vajra possono essere, 4, 6 o 8 con simbolismi diversi.

Rappresenta il metodo e l’energia maschile ed é il simbolo della famiglia del Dhyanibuddha Akshobhya .


(approfondimento sul Dorje QUI)



RUOTA DI PREGHIERA (Mani) Il mani è costituito da un cilindro in rame, ottone o altri metalli, a volte placcato d'argento sorretto da un manico di legno o di bambù.

All’interno del cilindro è inserita una lunga striscia di carta arrotolata su se stessa, recante una frase un mantra ripetuto più e più volte; anche all’esterno è scolpito o dipinto un mantra. Possono essere fissi, da girare come una ruota, oppure di più piccole dimensioni, da tenere in mano per il manico e far roteare, sempre in senso orario.

Con la rotazione, i benefici effetti del mantra, si espandono, come cerchi nell'acqua, nello spazio, pervadendo tutti gli esseri viventi, in ogni direzione.


PALETTO PHUR-BA Phur-ba (in sanscrito, significa piolo o paletto) o vajra-chiodo, è un pugnale con lama triangolare, usato in particolari rituali sacri. Il suo simbolismo è molto potente per "sconfiggere", anche i più terribili demoni e simbolo di un mezzo diretto per spezzare i legami e gli impedimenti (le emozioni negative) che si incontrano nel cammino verso la liberazione interiore. Costruito in metallo (di regola di cinque metalli) ha la lama sormontata dal mitico makara. L’impugnatura è formata da tre volti irati di Dharmapala e si conclude con un mezzo dorje o altri simboli.



STUPA: Originariamente lo stupa era il tumulo sopra le ceneri di personaggi eminenti, poi diventò simbolo della dottrina buddhista. Si venera lo stupa girandovi intorno in senso orario e vengono utilizzati fin dai primordi del Buddhismo per conservare le reliquie attribuite al Buddha o a importanti maestri del passato.

Sono considerati simbolo di pace e illuminazione. Più precisamente, lo Stupa rappresenta la Mente Illuminata del Buddha. La costruzione di uno Stupa non è lasciata al caso; soprattutto nella tradizione tibetana è importante un rigoroso processo rituale che comincia dagli scavi delle fondamenta (in cui bisogna prima pacificare ritualmente gli spiriti che abitano nella terra), e che finisce con la consacrazione finale quando lo Stupa viene completato.

Non sempre vengono messi all’interno i resti dei maestri del passato, nonostante queste siano le reliquie più importanti. e quanto questi non sono disponibili, vengono riempiti con oggetti benedetti. Costruire uno Stupa è ritenuto essere un atto estremamente positivo. Il suo potere si pensa che porti beneficio a tutto l’ambiente circostante. Inoltre, lo Stupa beneficerebbe anche la stessa Terra. Jamgon Kongtrul Lodro Thaye, un importante maestro buddhista del diciannovesimo secolo, disse che gli Stupa hanno sulla Terra lo stesso effetto che gli aghi dell’agopuntura hanno nel corpo umano; in pratica ne riequilibrano l’energia. Gli Stupa non sono tutti uguali. Ci sono piccole differenze che li distinguono tra di loro; in particolare sono otto gli Stupa principali e ciascuno rappresenta un diverso evento della vita del Buddha.


  • Lo Stupa del Loto: rappresenta la nascita del Buddha. I gradini tra la base ed il vaso sono circolari e decorati con dei loti.

  • Lo Stupa dell’Illuminazione: rappresenta l’Illuminazione del Buddha. I gradini sono rettangolari e non decorati.

  • Lo Stupa del Girare la Ruota del Dharma: rappresenta il momento in cui il Buddha ha dato il primo insegnamento a Sarnath. I gradini sono decorati con delle porte che rappresentano l’apertura delle porte del Dharma.

  • Lo Stupa del Grande Miracolo: rappresenta l’esibizione di miracoli da parte del Buddha a Shravasti. I gradini possiedono delle estensioni  centrali nelle quattro direzioni.

  • Lo Stupa della Discesa dal Paradiso di Tushita: rappresenta il momento in cui il Buddha tornò dal paradiso di Tushita dopo aver passato lì un periodo in compagnia della madre defunta. I gradini hanno una scala centrale in ciascuno dei quattro lati (scala da cui il Buddha discende simbolicamente dal paradiso)

  • Lo Stupa della Riconciliazione: rappresenta la pacificazione della comunità monastica dopo che questa ebbe una divisione a causa del cugino del Buddha, Devadatta. I gradini sono ottagonali, con otto lati e otto angoli. Ancora oggi questi Stupa vengono costruiti quando viene risolta qualche controversia o qualche conflitto nella comunità buddhista.

  • Lo Stupa della Completa Vittoria: rappresenta il successo del Buddha nel prolungare la durata della sua vita di tre mesi. Ha solo tre gradini, circolari e senza decorazioni.

  • Lo Stupa del Nirvana: rappresenta la morte del Buddha e la sua entrata nel pari-nirvana. Non ci sono gradini in questo Stupa: il vaso poggia direttamente nella base quadrangolare.


In breve, gli Stupa sono un simbolo della pace del mondo.

Sono estremamente amati dai praticanti buddhisti, che mostrano verso di essi la loro devozione.


"Svastica" simbolo Tibetano - Buddhista

Il significato del simbolo simile alla svastica nella religione tibetana sintetizzare il significato esoterico nel buddhismo specialmente nel tantra.

Tutto sorge dalla coscienza nel caso della coscienza illuminata del corpo di saggezza trascendentale è Dharmakaya. Da questo punto, origine di tutto nella manifestazione che è necessariamente duale abbiamo un principio verticale e uno orizzontale, come nella croce, questi nel buddhismo sono l'aspetto metodo ... vasto ... orizzontale... bodhicitta e quello verticale ... profondo... saggezza.

Questi due aspetti sono complementari reciprocamente per realizzare uno è necessario realizzare pienamente l'altro.. altrimenti non c'è modo di raggiungere l'illuminazione.

Essendo così questi due principi sono uniti in modo dinamico... movimento...quindi i bracci uncinati della croce.


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